Oli essenziali: prova di tolleranza

Prima dell’uso degli oli essenziali, soprattutto con bambini, anziani e donne in gravidanza (durante l’attesa anche oli essenziali di cui siete sicuri possono causare irritazioni cutanee) è bene fare la cosiddetta "prova di tolleranza".

E’ una prova molto semplice che consiste nel far cadere una gocia di olio essenziale (o della miscela), gia diluito, sulla faccia interna dell’avambraccio, coprire con un cerottino ed attendere 24-48 ore, se non si presentano arrossamenti, irritazioni, vescicole o bruciore in quel punto la miscela è sicura, in caso contrario è bene astenersi dall’uso oppure diluire ulteriormente in olio vettore e ripetere la prova in un altro punto sempre nell’incavo del gomito.

La prova di tolleranza NON mette al sicuro da oli essenziali potenzialmente tossici o con effetti indesiderati (come ad esempio gli OE che stimolano le contrazioni uterine, che sono assolutamente proibiti in gravidanza), usati senza le dovute conoscenze.

Trattato di aromaterapia

I testi sull’aromaterapia in commercio sono moltissimi e davvero tanti sono quelli validi che veicolano una conoscenza approfondita ed accurata.

Per un uso terapeutico e professionale il mio testo fondamentale è questo, insieme ad altri 4 o 5 di cui parlerò prossimamente.

Shirley e Len Price hanno riunito un testo fondamentale per lo studio approfonditoe con un impressionante numero di casi pratici trattati da aromaterapeuti ed aromatologi professionisti inglesi e francesi.

9788874470396g

Dal retro di copertina:

Un libro di aromaterapia per i professionisti della salute: una guida teorica e pratica, soprattutto scientificamente fondata, all’uso degli oli essenziali (o essenze) in medicina. Quali sono gli oli essenziali che la letteratura medica più accreditata indica come di sicura efficacia. Come funzionano: la chimica degli oli essenziali e la biochimica del corpo umano. Come si utilizzano: tutte le pratiche tradizionali e le moderne tecniche mediche. Gli ambiti nei quali la loro efficacia si manifesta con maggiore evidenza: gravidanza e parto, difficoltà di apprendimento, disturbi coronarici, stress, cure palliative e terminali.

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