Maschera viso alle bacche di rosa canina

maschera viso alle bacche di rosa canina

Le bacche di rosa canina sono ricchissime di vitamina C e hanno tante ottime proprietà sia per la salute che per la cosmesi, e proprio di una maschera per la pelle matura, secca e spenta vi racconto oggi.

La ricetta, come mio solito, è davvero molto semplice.

Le bacche puoi raccoglierle direttamente in autunno (ottobre, novembre, dicembre) se hai la fortuna di abitare in campagna ed avere delle piante a portata di mano, oppure puoi comprarle in erboristeria.

Nella versione base non è conservabile oltre le 24 ore (in frigorifero in contenitore a chiusura ermetica) quindi devi prepararla ogni volta e puoi farla una-due volte a settimana, vedrai che risultati!

- 2/3 bacche mature di rosa canina

- 1 cucchiaino di gel di aloe eco-bio

- 1 cucchiaino di acqua distillata o oligominerale

- 1 cucchiaino di olio di rosa mosqueta

- 2 gocce di OE di rosa damascena o centifolia

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Gli idrolati e gli oli essenziali, quali differenze?

Idrolati ed oli essenziali, quali differenze?

Idrolati ed oli essenziali della stessa pianta si ottengono con lo stesso identico procedimento, la distillazione in corrente di vapore, ma non sono equivalenti né da un punto di vista aromaterapico né da un punto di vista cosmetico.

La prima differenza che salta agli occhi è che gli idrolati sono idrosolubili mentre gli oli essenziali non lo sono e l’idrolato è diverso da una semplice emulsione di acqua + olio essenziale.

Durante la distillazione idrolato ed olio essenziale si formato contemporaneamente e nel primo vanno a finire la maggior parte dei composti idrosolubili mentre nel secondo vanno a finire la maggior parte di quelli liposolubili e proprio per questo motivo sia le proprietà che il profumo non sono completamente sovrapponibili.

Gli idrolati non hanno nessuna delle possibili controindicazioni degli oli essenziali corrispondenti e sono adatti a tutte quelle categorie di persone per cui l’OE può essere troppo aggressivo, donne in

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Oli davvero essenziali: arancio dolce

Oli davvero essenziali: arancio dolce

arancio dolce [citrus sinensis] – sedativo, calmante, digestivo

Ecco un altro olio essenziale che amo e che uso molto, tralasciando il profumo superlativo e parlando solo delle proprietà cosmetiche e curative contro lo stress ed il nervosismo, contro l’insonnia e come digestivo.

Come dicevo sopra ha un profumo fresco, dolce e molto buono ed è un liquido chiaro e molto volatile, si estrae per spremitura dalla buccia del frutto e, a differenza di altri oli essenziali (ma come quasi tutti quelli di agrumi), tende a rovinarsi facilmente soprattutto se esposto alla luce.

Per la pelle è leggermente astringente e purificante e può essere usato in maschere o creme per le pelli impure e miste, però essendo potenzialmente fototossico è meglio riservarlo alle creme da notte per non rischiare arrossamenti e macchie cutanee.

Ricetta crema base (coldcream) per aromaterapia

ricetta crema base per aromaterapia

Qualche volta per veicolare gli Oli Essenziali c’è bisogno di una crema ma la ricerca di una crema veramente eco-bio (altrimenti che senso ha usare l’aromaterapia?) e senza profumazione aggiunta è piuttosto difficile!

Per ovviare al problema io amo prepararmi le basi da sola, in questo modo so esattamente cosa ci metto dentro e mi diverto anche…

Anche in queste preparazioni, per la fase acquosa, uso il gel di aloe vera, che ormai per me è irrinunciabile.

I pregi del gel di aloe sono: che mi permette di non aggiungere un emulsionante vero e proprio, che nella formulazione contiene già una piccola quantità di conservanti che allungano la vita anche alla crema finale e, soprattutto, che migliora decisamente la consistenza e la penetrazione degli oli vegetali sulla pelle, non resta più l’unto ma la crema si assorbe molto in fretta.

Queste cremine dette “cold cream” si conservano solo per 1-2 mesi anche fuori dal frigo e sono semplicissime da fare e rifare ogni volta che finiscono.

- 1 parte di burro di karité (o altri burri vegetali anche misti)

- 1 parte di oli vegetali e/o oleoliti a scelta (anche misti)

- 1-2 parti di gel di aloe vera (rigorosamente eco-bio, attenzione agli ingredienti INCI)

- una caraffa graduata (in vetro o pirex)

- una frusta elettrica

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Ricetta dell’Oleolito di iperico, ideale dopo il sole

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Dell’oleolito di iperico avevo già parlato nei mesi scorsi, ma lo riprendo adesso approfondendo il discorso perché è davvero speciale come doposole, invece non va mai usato prima del sole perché è fotosensibilizzante.

L’iperico, che viene anche chiamato Erba di San Giovanni o “scacciadiavoli”, è in realtà L’Hypericum Perforatum, una piantina che cresce in tutte le regioni d’Italia.

Se invece di comprarlo, vuoi realizzare l’oleolito da te ci vogliono le sommità fiorite che vanno raccolte in giugno-luglio quando i fiorellini gialli sono già aperti ma non ancora appassiti.

Le proprietà sono moltissime, in particolare è lenitivo, antinfiammatorio, astringente e cicatrizzante

- 2 tazze belle colme di sommità fiorite di Iperico

- 500 ml di olio extravergine d’oliva

Metti l’iperico in un barattolo di vetro abbastanza capiente, copri con i 500 ml. di olio extravergine di oliva e chiudi il barattolo. Il baratto lo deve stare al sole per almeno 30 giorni, va benissimo il davanzale di una finestra, l’importante è che la miscela prenda sole diretto.

Devi scuotere bene il barattolo ogni giorno senza aprirlo. Dopo 2-3 settimane l’olio diventerà di un bel rosso vivo.

Dopo i 30 giorni (ma puoi lasciarlo anche 40-45 giorni se non hai fretta di usarlo) apri il barattolo, filtra l’oleolito con un telo senza spremere l’erba residua, piuttosto lascia scolare a lungo.

Imbottiglia in una bottiglietta di vetro scuro a chiusura ermetica e conservalo al fresco e lontano dalla luce diretta.

Se non prende caldo, luce e aria (per usarlo usa una bottiglietta più piccola, senza aprire ad ogni uso la bottiglia principale) si conserva fino a due anni.

Oli Essenziali e fiori di Bach, Aromaterapia e Floriterapia stanno molto bene insieme

 

oli essenziali + fiori di Bach

Ci sono molti studiosi di terapie complementari e terapeuti che studiano l’interazione tra varie discipline.

Il primo che mi viene in mente è Dietmar Kramer che nei suoi vari libri ed, in particolare, su “Terapie Esoteriche” ha indagato ed ha scoperto moltissime corrispondenze tra i 38 fiori di Bach, altrettanti oli essenziali e la gemmoterapia.

Kramer si è accostato a questo studio in un modo particolare, facendo migliaia di esperimenti avanzati e complessi, ma c’è anche un altro modo, molto più semplice, di abbinare fiori di Bach e aromaterapia.

Per spiegarlo uso un caso pratico:

ho trattato una leggera distorsione di caviglia (con dolore, impossibilità a poggiare il piede e gonfiore) in una donna di 35 anni, abbinando pochi elementi che avevo dietro, fuori dallo studio: OE di lavanda in olio extravergine in concentrazione al 50% circa (che mi porto sempre appresso) e Rescue Remedy di Bach. Prima un velo di Rescue Remedy e poi un altro velo di lavanda al 50% prima che la signora andasse a dormire per la notte.

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